Attraverso luoghi (più o meno) comuni

2 ottobre 2012 § 4 commenti

Dopo gli undici giorni di viaggio e la settimana spesa tra cercare casa (con mille telefonate e il centro di Avignone camminato in ogni direzione) e sistemarla una volta trovata, i giorni per fermarsi un po’ sono arrivati solo adesso, almeno per me: Mery questa settimana ha iniziato gli impegni del nuovo lavoro, oggi e domani è a Marsiglia e io divido il mio tempo tra lavoretti domestici (pulizie, logistica e organizzazione degli spazi e delle nostre cose) e lettura. Proprio oggi ho finito 54, dei Wu Ming, iniziato prima della partenza e sospeso a tempo indeterminato durante il viaggio e i nostri primi giorni qua. (Mi ha lasciato senza fiato, una lettura incredibile. Ma di questo, forse, in un altro post.)

Adesso sto “rubando” la connessione di Sara e Romain, i primi che ci hanno accolto ad Avignone e ci hanno dato le prime dritte sulla città e sulle cose da fare (e anche i primi con cui abbiamo condiviso una cena nella nostra nuova casa), conosciuti proprio attraverso questo blog. Anche questa è una delle belle sorprese dell’aver scelto di fare il viaggio in bici e di raccontarlo online: avere qualcuno che, pur non conoscendoci ancora, in qualche modo ci stava aspettando, per farci sentire già un po’ a casa, meno spaesati. Abbiamo incontrato quasi subito anche Daniele, che qui ad Avignone lavora come ricercatore nel campo dell’ecologia e che, come me, desidera tentare la scalata al Mont Ventoux.

Pian piano stiamo scoprendo la città, i suoi luoghi e i suoi ritmi. Dopo i primi giorni di sosta e riposo (e di recupero per Mery), il rimanere fermi nello stesso posto per un periodo più lungo era già quasi una sensazione strana. L’abitudine – sana – che ti costruisce giorno dopo giorno il viaggio è qualcosa di forte, a cui ti adatti, che ti fa stare bene. Stare sulla strada così tanto e a un ritmo lento ti permette uno sguardo diverso sui luoghi che attraversi, sulle persone che ti accolgono.

E, a proposito di luoghi, ieri scherzavo con Valentina su cosa avremmo dovuto raccontare all’inizio di questa avventura francese. L’assenza (culturale?) del bidet e la qualità dei caffè potrebbero in effetti essere un ottimo punto di partenza. Ma sono tanti gli aspetti che scopri nella vita di tutti i giorni e che costruiscono la differenza tra l’Italia e qui. A cominciare dal tipo di prodotti che trovi nei supermercati e da come li trovi confezionati. Dopotutto viviamo nella società dei consumi (anche se ridotti, vista la crisi) ed è anche attraverso quelli che passano le differenze, anche dalle scatole di biscotti.

Un’ossessione francese è l’elettricità: il gas è pericoloso, ci ha detto più di un proprietario di casa, e quindi tutto è attaccato alla presa. La provenienza dell’energia? Nucleare. Poco più dell’80% di quella prodotta da Edf viene dalle centrali nucleari che, in Francia, sono ovunque (il dato è del 2009, fonte diretta un volantino di presentazione dei servizi Edf). E la cosa non fa stare proprio tranquilli, almeno noi. Chissà se tra le tante cose per cui i francesi stipulano una polizza assicurativa (altra ossessione, sembra) c’è anche il disastro nucleare. Non credo che servirebbe a molto, in quel caso.

Atomica dietro l’angolo a parte, le prime sensazioni ci dicono che qui potremo stare molto bene. E da qualche giorno, questo stare bene ce lo stiamo costruendo.

Annunci

Tag:, , ,

§ 4 risposte a Attraverso luoghi (più o meno) comuni

  • Lucio Meleleo ha detto:

    mi ha fatto sorridere sapere che in francia vi aspettavano perchè vi avevano letti …

  • timo ha detto:

    Fornelli elettrici, paranoia per le assicurazioni, abbondanza di centrali nucleari, assenza di bidet (e certamente molte altre cose) sono temi comuni anche in Germania e Svizzera, che ho già vissuto e ormai mi sembrano la normalità.

  • kappazeta ha detto:

    @Lucio è stata davvero una sorpresa, l’essere attesi, una bella sensazione.

    @timo infatti credo che ci si possa abituare senza troppi problemi, anche se la “pochezza” della maggior parte delle cucine che abbiamo visto (alcune solo con due piastre e stop) ci ha fatto parecchio pensare al differente approccio al cibo, al cucinarlo e al gustarlo che abbiamo in Italia… Il fatto che siano pieni di centrali nucleari ma abbiano paura di avere il gas in casa, però, pare proprio un’assurdità!

  • Mari ha detto:

    Ho iniziato a leggere solo ora il vs blog ….
    emigrare non è facile, lo so bene, ma sento che avete lo spirito giusto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Attraverso luoghi (più o meno) comuni su Emigriamo in bicicletta.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: