Impressioni di ottobre (semicit.)

9 ottobre 2012 § 2 commenti

Al momento non è il tempo che ci manca, visto che la maggior parte delle incombenze legate alla nuova casa le abbiamo risolte e il lavoro di Mery non è ancora arrivato a pieno regime, ma le connessioni instabili non ci permettono di essere online troppo spesso (stiamo aspettando l’attivazione della linea a casa, ma pare sia una cosa un po’ lunghetta). Inoltre, abbiamo notato che il tempo da dedicare alla scrittura (e l’esperienza stessa della scrittura) sono cambiati rispetto ai giorni di viaggio: probabilmente è qualcosa che ha a che fare con la costruzione della nuova quotidianità, che ci accompagnerà per mesi (o forse più) che agisce in modo diverso anche sul desiderio di raccontarla, diverso dall’urgenza dell’essere ogni giorno per strada, attraverso luoghi e volti nuovi.

Temiamo anche che il racconto del quotidiano, qui, sia molto meno interessante delle nostre avventure di viaggio, mutevoli, arricchite dalle fatiche e dall’accoglienza ogni giorno diversa. La voglia di raccontarci rimane, il modo di farlo è ancora incerto.

Le impressioni di questa parte di Francia, di questa città sono ancora giovani, parziali, di primo acchito. La cosa che viene più scontata da fare è il confronto, dalla cucina allo stato sociale.

Da bravi italiani, ovviamente, partiamo dal cibo. Qui regna il formaggio morbido, buonissimo, ma già si fa sentire la nostalgia del pecorino, o del grana. La pizza, magari da asporto, rimane un voglino che aspettiamo di toglierci in Italia, anche su consiglio di amici italiani che vivono qui da un po’. La pasticceria in compenso è meravigliosa, così come il pane: il profumo delle panetterie dà quasi dipendenza! Stiamo anche iniziando a portare la baguette sotto il braccio, assimilandoci così all’uso locale. La verdura ci pare costare di più che in Italia.

In ogni caso, i francesi mangiano poco (per questo sono così magri?). La Provenza, in compenso, ci offre un ottimo vino rosé, prezzi buoni, qualità alta e gusto che si fa amare dal primo bicchiere. Inoltre qui si trovano parecchie produzioni biologiche (anche nel vino): niente di strano, vero, ma i prezzi sono decisamente più accessibili che in Italia (anche le marche che arrivano proprio da casa nostra). Resta da capire come si possa conciliare questa attenzione al biologico e all’ambiente con la presenza diffusa di centrali nucleari. Contraddizioni?

Il bidet rimane un’utopia (e non serve aggiungere altro). Difficile anche trovare case con un forno: il sospetto è che non solo i francesi mangino poco, ma che non abbiano nemmeno la passione per la cucina.

Pure sul caffè e sulla pasta c’è poco da dire: il gusto italiano è lontano anni luce. Si salva il burro, di ottima qualità e incredibilmente vario (per la gioia di Roberto).

Questi giorni di ottobre sembrano quasi estivi, di caldo e sole. Dicono che il mistral d’inverno si senta parecchio e porti un freddo pungente e ostinato, ma adesso sembra ancora un pensiero lontano.

A differenza dell’Italia, ci sono molti negozi di seconda mano che vendono di tutto, dai mobili ai vestiti, dalle scarpe agli utensili da cucina e ai libri. In compenso le zone commerciali, nate molto prima di quelle italiane, sono così vaste da lasciare disorientati e inquieti. Sembrano vere e proprie città, a sé stanti, ai margini delle città vere.

Per quello che abbiamo visto, i lavoratori francesi sono più tutelati dei loro colleghi italiani e il sistema sociale sembra davvero funzionare a dovere: l’aiuto alla famiglia, per esempio, è reale e indipendente dalla natura giuridica del legame che unisce le persone. Una attenzione e una laicità a cui l’Italia di certo non ci ha mai abituato. Intestarsi una bolletta dell’energia elettrica è più facile e veloce che in Italia, mentre ancora non abbiamo capito bene il mondo della telefonia cellulare: in Italia, anche se sei straniero, è molto più facile ottenere un numero di telefono e un piano tariffario adatto alle proprie esigenze. Qui l’abbonamento è la norma, ma nella giungla delle ricaricabili ci si perde facilmente. In ogni caso, per quasi ogni cosa, è necessario avere un conto corrente francese.

Intanto stiamo bene, scopriamo la città poco a poco.
MG&R

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