Ciao, social: me ne torno in silenzio per un po’

4 dicembre 2012 § 4 commenti

Ho pensato che lo sfogo che ho scritto non poteva rimanere la solita, ennesima sfuriata che nasce e muore tra un tweet e un commento su Facebook. Nonostante la contraddizione dell’aver condiviso queste righe proprio su Fb, ho pensato che le parole che ho scritto dovessero avere delle conseguenze, anche per sottolineare un’assunzione di responsabilità a cui non voglio sottrarmi.

Per questo ho deciso che i miei profili social rimarranno silenti per un po’ di tempo, non so quanto: probabilmente quanto mi sarà necessario per smetterla di seguire distrazioni e istantanee e concentrarmi su qualcosa che, nonostante i giorni trascorsi sulla strada e l’aver cambiato paese, mi rendo conto di aver trascurato: il mio percorso. È qualcosa che viene dalla pancia, che avevo già in mente, non so nemmeno da quanto.

Gli eventi che determinano le scelte a volte non sono così ben identificabili. Di certo non credo sia un caso che oggi mi sia arrivato il libro di Luisa Carrada Lavoro, dunque scrivo! e che oggi abbia ascoltato Giorgio Vasta, qui all’università di Avignone, e che abbia chiacchierato con lui, apprezzando la sua lucidità di sguardo e la sua capacità di osservare in profondità l’umano.

Sono frammenti di un percorso che soffre di “ansia di definirsi”, anche se non si accontenta del fatto che ci si definisca soprattutto in quello che si fa. E quindi ha senso staccare la spina a ciò che ora considero abitudine e distrazione, nonostante proprio attraverso certi canali sia entrato in contatto con persone, idee e progetti che continuo a sentire vicini. Staccare la spina e concentrarsi sul fare, sul cosa fare, senza però lasciare troppo spazio alle parole e all’eccesso di riflessione.

Ascolto la mia pancia, ascolto il mio corpo, perché so che è più avanti della mia testa per portarmi dove è meglio per me. In questo c’è una disciplina del sé su cui lavorare. Non cancellerò i profili, ma non li aggiornerò (esclusi i post sul blog, che sono automatici), probabilmente leggerò più giornali (italiani e francesi) e meno tweet, mi sottrarrò al flusso, approfittando del fatto che ora non sono obbligato a stare davanti a uno schermo per la maggior parte del mio tempo. In ogni caso, se mi cercate, sapete come trovarmi.

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