Italiani emigrati: +30% nel 2012 per i media (ma in realtà sono molti di più)

8 aprile 2013 § 2 commenti

Negli ultimi giorni i media italiani hanno dato ampio spazio alle cifre presentate dall’Aire (Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero) relative al 2012. I titoli parlavano di “boom di giovani emigrati”, “giovani in fuga”, “boom dell’emigrazione”, “boom espatri”. Il dato più significativo è l’aumento del 30,1% degli italiani residenti all’estero nel 2012 rispetto all’anno precedente. In numeri: 78.941 hanno trasferito la propria residenza all’estero l’anno scorso, contro i 60.635 del 2011.

A essere cresciuta è, in particolare, la quota di persone tra i 20 e i 40 anni, che rappresentano il 44,8% del totale di coloro che nel 2012 hanno trasferito la propria residenza in un paese diverso dall’Italia (con un +28,3% rispetto al 2011).

Quasi tutti gli articoli hanno parlato di dati relativi all’emigrazione, ma questa è una semplificazione: le cifre presentate dall’Aire, infatti, non riguardano il numero complessivo di italiani che hanno lasciato il proprio paese, ma solo di quanti hanno deciso di trasferire la propria residenza all’estero.

Secondo quanto indica il sito dell’Aire, devono iscriversi all’anagrafe dei residenti all’estero:

  • i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
  • quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Quindi, chi si è iscritto all’Aire nel corso del 2012 potrebbe aver lasciato l’Italia nell’anno precedente (o anche prima) e quasi tutti coloro che hanno deciso di partire nel 2012 potrebbero non aver ancora richiesto il trasferimento della residenza all’estero. Noi due cicloemigranti, per esempio, all’Aire non siamo (ancora) iscritti e pure parecchie persone che conosciamo e che vivono all’estero anche da anni – non solo qui in Francia – non sono iscritte: dunque non rientriamo nelle cifre dell’Aire.

Il numero di coloro che hanno lasciato l’Italia nel 2012 è probabilmente molto più alto e andrebbe precisato che il dato si riferisce a un aspetto particolare dell’emigrazione e non all’espatrio in senso generico, cosa che non viene chiarita bene sui media (anche se qualche lettore, almeno sul Fatto Quotidiano, ha fatto notare l’imprecisione).

Che l’aumento dell’emigrazione sia legato alla crisi è fuori di dubbio, anche se all’interno dell’Unione Europea la situazione non è particolarmente felice in nessun paese (e a livello di burocrazia ci si muove in doppio labirinto, aggiungerei). I dati Ismu presentati a dicembre 2011 confermavano anche un rallentamento dell’immigrazione in Italia, diventata meno attrattiva negli ultimi anni. Gli italiani si confermano pronti a emigrare anche secondo le stime Eurostat: i nostri connazionali che vivono in un altro paese dell’UE sono il quinto gruppo di espatriati (dietro a romeni, turchi, marocchini e polacchi).

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