Istantanee dal Festival di Avignone 2014/2 (di un inizio che sa di fine, di calcio, politica e teatro, di un contachilometri perduto)

8 luglio 2014 § Lascia un commento

Schivo le mani di chi mi vuole passare un volantino mentre cerca di convincermi che il suo spettacolo è quello che davvero non posso perdere, tra le troppe pagine della programmazione dell’Off. Anche quest’anno ho vinto una piccola, sciocca, sfida personale: percorrere tutta rue de la Republique senza che nessuno provasse nemmeno ad allungare la mano verso di me. In qualche modo una sottrazione, se pur giocosa.

Questo inizio di festival è sotto tono, lo commentano tutti, c’è meno gente, c’è meno allegria, meno rumore per strada. Come una stanchezza diffusa, una leggera inquietudine, come se le energie fossero conservate per altro, per qualcosa di più necessario. Io sono arrivato stanco, è vero. Pensavo che la mia percezione fosse legata a questo, ma tutte le persone con cui parlo me la confermano. Poi è arrivata la pioggia a complicare la situazione (e il lavoro in biglietteria) e a raffreddare ancora un po’. Il diluvio – per due volte – si è rovesciato sui manifesti attaccati ovunque, strappandoli, cacciandoli a terra, impastando la cellulosa e l’inchiostro sull’asfalto. A un certo punto, poco lontano dalle nostre postazioni, l’acqua ha iniziato a filtrare da una vetrata, scivolando ovunque. Un fulmine ha anche colpito il Palazzo dei papi. Qualcuno ci potrebbe vedere dei simboli (in questi casi mi torna sempre in mente l’ossessionato e paranoico protagonista di Inferno di Strindberg, libro che ho letto parecchi anni fa e di cui ricordo solo questa cupa ossessione del riconoscere simboli in ogni evento che si manifesta sul percorso). Anche no, penso.

Le bandiere del Brasile si mescolano ai manifesti degli spettacoli, qua sotto casa, per la prima semifinale di questi mondiali, che non ho seguito e di cui so poco. La musica brasiliana suonata dal vivo che entra dalle finestre tra poco lascerà spazio alle voci dei telecronisti e alle urla dei tifosi. Unica riflessione: bello vedere tante comunità, numerose e rumorose, riunirsi e tifare, festeggiare. I francesi, certo, ma soprattutto i brasiliani, i colombiani, gli algerini. Algerini che, con i loro festeggiamenti, hanno portato il calcio nel territorio della politica: “non si può essere algerini e francesi, chi ha la doppia cittadinanza deve scegliere da che parte stare”, è stato detto loro (indovinate da chi?). La miglior risposta è arrivata dal giornalista Abdou Semmar. Vale la pena leggerla.

(Una piccola pausa per una cena a base di zucchine, burrata, rosé e parole.)

Torniamo al teatro. Il Prince de Hombourg che abbiamo visto l’altra sera – al di là di alcune belle e potenti scelte di regia, che facevano giocare gli attori con le proiezioni sulle pareti della Cour d’honneur – era troppo classico e declamato per riuscire a coinvolgere. Io, spettatore, resto fuori dalla storia, fuori dalle emozioni, distratto. Bella scoperta, invece (non l’avevo mai vista), Emma Dante: le sue Sorelle Macaluso mi hanno colpito. Sanguigno, fisico, familiare, duro e dolce. Sensazioni ritrovate anche in Via Castellana Bandiera, visto nel pomeriggio. Una scrittura potente, chirurgica. E nella sceneggiatura del film credo si senta, chiara, anche la presenza di Giorgio Vasta.

Teatro, dall’altro lato (non della scena, ma dello sportello). Oggi ho fatto la mia prima cassa su un luogo del Festival. Esperienza nuova e io, come sempre, curioso. Corsa in bici per attraversare il Rodano e arrivare a Villeneuve in orario, accaldato e sudato. Ritorno tranquillo, ma dal manubrio salta via il contachilometri, me ne accorgo solo quando torno in sede. Peccato, penso. C’erano anche i chilometri che mi hanno portato anni fa all’Arzibanda e, soprattutto, quelli che mi hanno portato qui, in Francia. Poi, penso, i chilometri sono nelle gambe e nella testa, nella vita di tutti i giorni, adesso. Non mi è mai interessata la performance: amo pedalare. Il contachilometri è solo per la curiosità, per il gioco. Ne troverò un altro, quando mi andrà.

Mi accorgo che, per caso (?), ho iniziato con un gioco e finito con un altro gioco (quello della velocità, dei chilometri pedalati). Sorrido.

Annunci

Tag:, , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Istantanee dal Festival di Avignone 2014/2 (di un inizio che sa di fine, di calcio, politica e teatro, di un contachilometri perduto) su Emigriamo in bicicletta.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: